|
|
Dopo l'arrivo...
E' un lunedì mattina e sono passate più di due settimane dal ritorno di Ulyxes a Cagliari. Questi giorni sono passati così velocemente che non riesco quasi a capacitarmi. Ancora mi vedo mentre penavo, col vento contrario anche se leggero e non impegnativo, nella mia rotta di ritorno attraverso il Mediterraneo e invece sono in realtà arrivato in porto, alla Lega Navale, e passo i miei giorni in un continuo esercizio di ripasso dei gusti e dei sapori della Sardegna, in compagnia dei miei amici e dei miei familiari, e nel tentativo di riabituarmi alla vita che prima era anche la mia e che ora mi è un pochino estranea. Vorrei cercare di fare un poco il punto della mia situazione, capire che cosa desidero davvero e in quale direzione devo andare. Ma per ora forse la cosa migliore è non intestardirmi in esercizi mentali che mi paiono, al momento, ancora ostici. Lascerò che il trascorrere dei giorni chiarisca le idee così come la calma rischiara le acque di un ruscello dopo un momento di intemperie. Però, se non riesco a vedere con chiarezza nel futuro, sicuramente vedo molto chiaro nel recente passato e nel presente di questi giorni. I sentimenti che più risaltano nel tourbillon emotivo di questi giorni sono la gratitudine e la gioia. Gratitudine perchè ho avuto la fortuna di portare a termine un qualcosa che avevo tanto sognato e che tante volte mi era sembrato difficile, se non addirittura impossibile, da realizzare. Invece, con tanti sforzi e sacrifici da parte mia, certamente, ma anche con la benignità della sorte che mi ha permesso di andare avanti senza presentarmi ostacoli insormontabili, sono riuscito a partire e, cosa fondamentale, a tornare con la mia barca e con un grande baule di esperienze e di ricordi indelebili. Gioia perchè al mio ritorno, dopo tanti mesi di una vita così peculiare e vissuta così intensamente negli ultimi diciotto mesi, ho ritrovato un affetto e un calore, da parte di chi aveva seguito il mio viaggio da Cagliari, che è andato oltre quasiasi aspettativa da parte mia. Ho ancora negli occhi l'immagine del pontile della Lega Navale che traboccava di persone che, dietro lo striscione, bellissimo, di bentornato, sporgevano le teste e le braccia salutandomi. E poi l'ormeggio di Ulyxes, lo spumante (manco fossi arrivato primo a chissà quale Gran Premio), gli abbracci e i baci, la commozione, la targa, bellissima, dei miei amici Radioamatori. Sarebbe valsa la pena di partire se non altro per avere questa accoglienza al rientro. Da quel sabato i giorni sono trascorsi con la sensazione ininterrotta di affetto intorno a me, di interesse per sapere che cosa abbia significato questa avventura per me, di curiosità su quello che starei progettando per il futuro. Io sono stato e sono ben felice di tutta questa attenzione che, forse immeritatamente, mi viene prestata; cerco sempre di rispondere alle tante domande nella maniera più semplice e completa, ma mi rendo sempre conto di come non sia facile trasferire le sensazioni e le emozioni che un viaggio così lungo mi ha suscitato. Alla domanda, ricorrente, di come io abbia potuto superare la solitudine della navigazione in solitario ho avuto però sempre una risposta immediata e chiarissima: la presenza costante in radio dei miei amici radioamatori, con il loro aiuto concreto e col loro affetto e vicinanza, non mi ha mai fatto sentire veramente solo. Grazie alla radio le mie traversate in solitario sono diventate qualcosa che ho potuto condividere e che, per questo, hanno perso molto della carica angosciante che esse, innegabilmente, hanno. Chiudo approgrottando di questa occasione per salutare tutti coloro che mi hanno seguito, sia attraverso la radio che attraverso internet, e per ringraziare ancora, con tutto il mio cuore, gli amici radioamatori che tante ore del loro tempo hanno dedicato ai collegamenti con Ulyxes, che tante informazioni hanno trasmesso, che tante notizie hanno raccolto e pubblicato sul sito internet, e che, soprattutto, mi hanno fatto sentire, sempre, il loro supporto ed amicizia, con loro superare le difficoltà che pure ci sono state, è stato molto più facile di quanto sarebbe stato senza di loro. |